9mila firme per il referendum
I 321 fogli con 8.867 nomi depositati ieri mattina alla segreteria generale di Palazzo Barbieri. Il quesito riguarda i possibili rischi per la salute, il verdetto dei Garanti è atteso per metà settembre.
Novemila firme per il referendum sul traforo. Le hanno depositate ieri, alle 8, in municipio, nell’ufficio del segretario generale del Comune Francesco Marchi, quattro esponenti del comitato promotore del quesito, ammesso con verbale del Collegio dei Garanti del Comune il 30 marzo. Nel testo si chiede se si è favorevoli a sottoporre a una «commissione di esperti indipendente e di alto profilo» le possibili conseguenze «sulla salute dei cittadini e sull’inquinamento atmosferico derivanti dalla realizzazione di un passante nord-traforo delle Torricelle».
Ora i Garanti, cioè gli avvocati Roberto Canevaro, Giovanni Maccagnani e Daniela De Petris, dovranno verificare se tutto è in regola. Le firme raccolte sono per la precisione 8.867, su 321 fogli. Hanno consegnato i faldoni a Marchi, assistito dal comandante della polizia municipale Luigi Altamura e dai dirigenti del Comune Maria Daniela Maellare, Paola Zanchetta e Riccardo Moretto, il portavoce di Cittadini per il referendum Carlo Trentini, avvocato, con i docenti universitari Gian Maria Varanini e Massimo Girelli e con Maria Luisa Avesani.
I Garanti dovrebbero emettere un verdetto dal 16 settembre, essendo dall’1 agosto al 15 settembre sospesa per ferie l’attività giudiziaria. A fine settembre, dunque, si dovrebbe conoscere la decisione. La quota minima per indire la consultazione è di 7.500 firme, di cittadini residenti a Verona e iscritti alla liste elettorali del Comune al 31 dicembre 2009. «Ringraziamo tutti i volontari e gli autenticatori di firme che nei tre mesi scorsi hanno lavorato per la nostra iniziativa», spiega Trentini, «e tutti i consiglieri comunali, di circoscrizione e provinciali che hanno collaborato. Il nostro appello era rivolto a tutti i partiti, anche se ci hanno aiutato in particolare quelli di una sola parte». Il riferimento è al Pd, all’Idv e al centrosinistra. Trentini sottolinea il contributo di Diego Zardini, consigliere provinciale del Pd e della seconda circoscrizione. Attivo anche il consigliere provinciale dell’Udc Nicola Terilli. Non c’è stata adesione invece di esponenti di An, che pure con l’assessore regionale e coordinatore provinciale del Pdl Massimo Giorgetti aveva dichiarato legittimo chiedere il referendum. Ma da quali zone della città provengono le firme? Il comitato fa sapere che per la maggior parte arrivano da Ponte Crencano, dove sbucherà la galleria dopo un tratto in trincea coperta, ma anche da Montorio, vicino all’altro capo del tunnel, da Veronetta e da rioni lontani dalla futura strada (che comunque si collegherà a Verona nord) come Santa Lucia e Cadidavid. «Non siamo pregiudizialmente contrari a un’opera del genere», dice Varanini, «ma si deve valutare bene il rapporto fra costi e benefici».


















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