Abertis vuole capire le nostre ragioni? Noi siamo a disposizione. - Traforo di Verona
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Abertis vuole capire le nostre ragioni? Noi siamo a disposizione.

Hanno rinunciato i Veneti, poi cinesi e ora è il turno degli iberici, ma quando avranno anche loro avranno visionato il progetto, studiato il fallimentare piano economico finanziario e approfondito tutte le difficoltà incontrate nell’iter, capiranno il reale motivo per il quale dall’aggiudicazione definitiva del 2013 nessuno si è azzardato a mettere una firma e iniziare i lavori.

E se Abertis, come ha dichiarato il direttore generale Carlos del Rìo, vuole conoscere le ragioni della nostra più che decennale opposizione, lo invitiamo ad incontrarci per esporgliele come abbiamo fatto in centinaia di assemblee pubbliche e come non siamo mai riusciti a fare, con rammarico, con l’amministrazione che ha preferito combatterci anziché ascoltarci.

Comunque vada, continueremo con i cittadini ad opporci in modo legittimo sino alla posa dell’ultimo centimetro di asfalto per gli stessi motivi che 14 anni fa hanno fatto sì che 20mila veronesi sottoscrivessero in 15 giorni la prima petizione contro quest’opera inutile, insostenibile, devastante.

Continueremo a chiedere la partecipazione alle decisioni che incidono sulla nostra vita con la stessa determinazione con la quale abbiamo richiesto che i veronesi si esprimessero con un referendum che questa amministrazione ha negando costituendo “di per se un danno grave ed irreparabile, incidendo sulla sfera dei diritti fondamentali dell’individuo e della collettività” come ha stabilito il Tribunale di Verona nel 2009.

E, con i nostri avvocati, vigileremo su ogni atto amministrativo sapendo che nemmeno 1 euro dei 53 milioni potrà ridurre l’onere economico, perché non erano previsti nel bando di gara e il Consiglio Comunale ha già deciso che quel contributo dovrà andare in riduzione delle tariffe o compensazioni.

Nella foto il sondaggio online de l’Arena con 20.805 votanti: il 63% “non facciamolo più

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