Brucia lo «Stregaforo» anti-tunnel
A Quinzano, sui terreni dove è previsto il Traforo delle Torricelle, è andata a fuoco la «Vecia tosa»
Brucia lo «Stregaforo» anti-tunnel
Beppino Peruzzo: «Cinque anni fa il sindaco disse che la nuova strada non sarebbe passata da qui»
Lo Stregaforo, creatura ibrida tra la Befana e il traforo delle Torricelle, è stata ieri bruciata, come augurio di un buon anno nuovo, dagli esponenti del Comitato No al Traforo e da alcuni dei proprietari dei terreni che verranno espropriati per costruirlo.
Anche il luogo scelto per «sbrusare la vecia tosa» è altamente simbolico: la casetta di San Rocco, a Quinzano. «Proprio qui, cinque anni fa, in campagna elettorale, il sindaco Flavio Tosi promise che il nuovo passante non sarebbe mai passato per questi luoghi», ricorda Beppino Peruzzo, che, allora come oggi, preparava il risotto per tutti gli avventori della casetta. «Disse, lo ricordo bene, che era impensabile far passare il traforo per San Rocco e che i terreni scelti sarebbero stati quelli a nord delle colline di Quinzano.
Ora dicono che non ci sono i soldi per farlo e quindi la casetta stessa verrà abbattuta. Per forza ci sentiamo traditi». Ma Beppino sarebbe ancora ben disposto a cucinare un piatto di risotto per il sindaco. «Basta che torni al progetto originale, mantenendo le sue promesse».
Per questo gli organizzatori del falò si augurano che le faville dello Stregaforo arrivino fino in Comune, per far cambiare idea all´amministrazione.
«Il passante nord è un´opera inutile e costosa, lo ripetiamo da tempo.
Un´infrastruttura extraurbana, che andrebbe realizzata ben oltre i due chilometri che in realtà la separeranno dal centro cittadino», ribadisce Alberto Sperotto, presidente del comitato No al Traforo. «Aspettiamo di sapere quale sarà la ditta che avrà la concessione, in modo che i nostri ricorsi possano essere analizzati dal Tar. Non ci facciamo intimidire».
A veder brusare la vecia anche alcuni dei futuri espropriati, come Paola Fontana, titolare di un´azienda florovivaistica sulla traiettoria della nuova tangenziale. «Mi butteranno giù tutta l´azienda, dopo altre trent´anni che è lì, dandomi in cambio una compensazione che è nulla, rispetto alla perdita».
Non vuole indulgere alla polemica invece Carlo Trentini, presidente del Comitato per il referendum. «Questo falò vuole solo essere un augurio alla città, per un nuovo anno in cui si pensi di più alla salute dei cittadini e dell´aria».
L’Arena.


















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