C’era una volta …

nov 11, 2011

C’era una volta …

Il filobus, l’alta velocità ferroviaria, la concessione per l’aeroporto di Brescia-Montichiari, legata con quella dell’aeroporto di Villafranca. Questi ad oggi i progetti a rischio che elenca il giornale Arena a seguito della pesante situazione economica e della conseguente grave situazione politica che si è venuta a creare con le dimissioni del Presidente del Consiglio.

Ma questa non è una notizia nuova.

Che il progetto della TAV nella sua parte veronese fosse in alto mare era cosa risaputa. Che la concessione per l’aeroporto di Brescia fosse un problema ancora irrisolto, visto anche le ultime vicende legate alle valutazioni di impatto non effettuate sugli ampliamenti dell’aeroporto di Villafranca, era nell’aria. E nemmeno la quasi certa morte degli 86 milioni di euro di contributo statale per il filobus che sono apparsi, scomparsi e ricomparsi più volte nel corso dell’anno, ma mai stanziati dal CIPE.

La vera notizia, questa si importante, di questi giorni è il rinnovo della concessione  di esercizio alla società Autostrada Brescia Padova. Sono state infatti pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le relative delibere del CIPE numero 94 del 2010 (18/11/2010) e numero 14 del 2011 (5/5/2011). Così, a meno di sorprese, sembrano giunti a destinazione i famosi 53 milioni messi a bilancio della concessionaria per la realizzazione del passante nord-traforo delle Torricelle. La certezza del finanziamento arriva nel momento migliore, Corsi dicit.

Che cosa suggerisce a noi questo evento?

Si piange per 86 milioni di euro che mancheranno alle casse del Comune per il filobus e si esulta sul miliardo di euro che dovranno sborsare i veronesi per il Traforo. Perchè il progetto del Traforo non è a rischio. In un momento di grave, gravissima crisi economica e di credibilità della classe politica che sta guidando il nostro paese, in cui è necessario “fare le cose giuste”, ponderare bene i soldi che si vogliono spendere e le cose che si debbono e si vogliono fare, in cui occorre investire risorse per riprendere un percorso di rinascita della fiducia e delle speranze dei cittadini, donne e giovani per primi, ci viene chiesto di brindare per la realizzazione di 13 km di autostrada che costa a noi cittadini 60 milioni di euro al chilometro, se tutto va bene, per complessivi 802 milioni di euro IVA esclusa. Ci viene chiesto di gioire per un enorme debito che altri vogliono contrarre a nome nostro per i prossimi 50 anni.

L’autostrada costerà, se realizzata, più di un miliardo di euro, e quei 60 milioni di euro al chilometro, un quinto delle entrate correnti del Comune nel 2010, è del tutto cautelativo.

Vedo la gioia scendere dalle lacrime della famiglia che non riesce a pagare il mutuo, del cittadino che vedrà aumentare le proprie tasse (il pedaggio della nuova autostrada).

Con 60 milioni di euro potremmo comprare molti mezzi di trasporto pubblico, puliti.

Con altri 60 milioni di euro potremmo pagare per 45 anni un servizio di trasporto pubblico efficiente e gratuito per la cittadinanza.

Con altri 60 milioni di euro potremmo costruire parcheggi scambiatori lontani dal centro e trasporti pubblici per raggiungere il centro città.

Con altri 60 milioni di euro potremmo costruire asili e scuole materne, giardini e parchi.

Con altri 60 milioni di euro potremmo dare alla città un servizio di car shering efficiente, chilometri di piste ciclabili e biciclette in uso gratuito.

Abbiamo consumato così 5 dei 13 km a disposizione. Ci rimangono altri 8 Km da utilizzare per noi e la nostra città.

Sempre soldi delle nostre tasche,  ma usati per fare cose che servono a noi e alla città e non alle macchine. E potremmo decidere noi quando e come farle. La differenza non è lieve.

Ci piace fare la Cassandra, alle volte, e ci viene così spontanea una domanda: lo stanziamento di 53 milioni a fondo perduto è stato fatto dal concessionario in tempi non sospetti, lontani dall’attuale crisi e con floride prospettive di crescita dell’economia e dei consumi. Siamo sicuri che questi soldi esistano per davvero e non siano diventati con il tempo  una favola, che come sappiamo iniziano sempre con il “c’era una volta”?

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