Chi ci salverà?

gen 12, 2012

Chi ci salverà?

L’Italia soffre, Verona pure. Sempre più famiglie in difficoltà, poco lavoro, dequalificato e malpagato per i giovani, ospedali in asfissia, scuola pubblica trascurata, servizi alle persone ridotti al lumicino, nidi, materne ed asili dimenticate. Per non parlare di imprenditori che soccombono, uccisi dai debiti. Una città che vive in perenne stato di inquinamento, che risponde con coraggio alla crisi, ma in affanno.  Una Verona che ha bisogno di concretezza, trasparenza e serietà.

Pensieri che vengono alla mente mentre leggo l’articolo apparso martedì 10 gennaio 2012 sul Corriere del Veneto dal titolo, breve, “Tutte le grandi manovre in giunta”. Inizia con una domanda:  “Elezioni in arrivo, chi si salverà?”.  Siamo lontani mille miglia dai problemi della gente, ma non della casta. Cosa farà Tosi, cosa farà la Lega, il Pdl e Il terzo polo alle prossime amministrative. Cosa farà per la gente? No! Cosa farà Tosi per essere rieletto e quali alleanze sta cercando di costruire perché questo sia possibile.

Non è importante sapere e capire ciò che ha fatto o non ha fatto, e ancora meno interessa cosà farà. L’importante è avere gli alleati giusti. Lo stesso articolo rimanda ad una pagina WEB del giornale ,  www.corrieredelveneto.it, dove è possibile esprimere la propria preferenza sui componenti della giunta Tosi. Cosa chiede l’indagine del giornale? Chiede:  “… date i voti alla giunta Tosi. Quale assessore ha lavorato meglio?”. Ma il sondaggio non consente di esprimere un giudizio di merito sull’operato,  bensì  solo di selezionare dall’elenco l’assessore prescelto. E se la vostra risposta fosse che nessun assessore merita la sufficienza? Questa risposta non è possibile. Ma, allora, chi ha lavorato meglio è solo chi ha lavorato meno peggio.

Ci sono anche i cattivi? I cattivi sono coloro che non approvano “sempre” l’operato del Sindaco. A guardar bene, diventa interessante capire le accuse mosse a questi, pochi, sedicenti: “ Il primo più volte critico con Tosi, anche sul Traforo delle Torricelle (si schierò tra l’altro per il referendum), il secondo accusato neanche tanto velatamente dai leghisti di non essersi dannato l’anima per fare arrivare i finanziamenti per il filobus”. Non serve fare i nomi, ovviamente. E poco più avanti  “… E a Tosi, si sa, potete toccargli tutto (?), ma guai a chi mette in discussione traforo e filovia”. La frase ha un vago sapore ricattatorio. Quel “si sa” richiama pensieri che propendono verso un diktat. Ma come! Il traforo e il filobus sono questioni di principio o di necessità?
Investimenti così importanti sono fatti perché servono ai cittadini o per fare affari? Servono alla città o sono semplicemente argomento buono per le campagne elettorali (ricordate l’assessore Corsi alle regionali)?

Interrogativi pesanti. Stiamo parlando di 1 miliardo di euro per il traforo e 220 milioni per il filobus che non sono finanziati da
Technital, o chi sarà il promotore, come sostiene il sindaco. Technital, o chi per esso, anticipa i soldi, ma i cittadini sono chiamati a restituirli attraverso il pedaggio, i biglietti del filobus, l’alienazione di beni che sono della collettività (le compensazioni sono beni di tutti i cittadini e non dell’amministrazione soltanto), con tanto di interessi per questo prestito.

Sale il prezzo della benzina, cala il lavoro, sempre più faticoso per una famiglia arrivare a fine mese. Ma Tosi e la sua amministrazione vogliono potersi  vantare di aver costretto tutta la collettività ad accollarsi un mutuo per 45 anni. Non
per comprare la felicità, ma 2 minuti di tempo in meno, in macchina, di media, durante gli spostamenti giornalieri, per andare non si sa dove, visto che il lavoro è sempre più un miraggio, soprattutto per i giovani.

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