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	<title>Traforo delle Torricelle di Verona &#124; No alla nuova autostrada in città</title>
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	<description>Traforo delle Torricelle di Verona  &#124; No all&#039;autostrada in città. Notizie, curiosità, aggiornamenti sull&#039;opera più inutile e costosa di Verona.</description>
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		<title>«Con 500 metri di traforo si potrebbero sistemare le strade per cinque anni»</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:11:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>«Tra documenti censurati e dichiarazioni spesso contraddittorie, capire a che punto sia l´iter burocratico per la costruzione del traforo è difficile. Quel che è certo, però, è che la concessione definitiva non è ancora stata firmata. E, dunque, c´è ancora tempo e modo per fermarlo». Il Comitato contro il Collegamento autostradale delle Torricelle non si [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/con-500-metri-di-traforo-si-potrebbero-sistemare-le-strade-per-cinque-anni/">«Con 500 metri di traforo si potrebbero sistemare le strade per cinque anni»</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;">«Tra documenti censurati e dichiarazioni spesso contraddittorie, capire a che punto sia l´iter burocratico per la costruzione del traforo è difficile. Quel che è certo, però, è che la concessione definitiva non è ancora stata firmata. E, dunque, c´è ancora tempo e modo per fermarlo». Il Comitato contro il Collegamento autostradale delle Torricelle non si dichiara vinto e affila le unghie.<br />
La battaglia contro quest´opera giudicata dannosa per la collettività, oltre che inutile, è tutt´altro che finita e anzi entra nel vivo proprio ora. E verrà disputata «nelle piazze, nelle aule giudiziarie, in Parlamento», spiega Alberto Sperotto, presidente del comitato, che l´altra sera ha riunito in un´assemblea pubblica un centinaio di cittadini, nel teatro di Santa Maria Ausiliatrice a Ponte Crencano, proprio per fare il punto sulla questione. Tra i presenti, oltre al capogruppo Pd in Consiglio comunale Michele Bertucco, anche i neoeletti alla Camera, sempre del Pd, Vincenzo D´Arienzo e Diego Zardini.<br />
Ed è proprio da loro che, ieri a Roma, è partita l´ennesima iniziativa: un´interrogazione a risposta scritta inoltrata al ministro delle Infrastrutture e dei trasporti e firmata da Pd e Movimento 5 Stelle, che in questa battaglia sono alleati.<br />
Obiettivo della serata, in primis, informare i cittadini sulla «convenzione capestro che l´amministrazione intende firmare con la cordata di imprese private che per 50 anni gestiranno poi il traforo», spiega Sperotto. Un accordo che, lungi dal far il pubblico interesse, si traduce in una fregatura per i cittadini, sostiene il comitato. «Intanto, la convenzione nonostante sia stata letta e accettata dalle parti, è ancora piena zeppa di errori: addirittura menziona ancora la Girpa, l´impresa che faceva parte della cordata, ora fallita. Nell´accordo, inoltre, sono previste una serie di tutele per gli imprevisti (a nostro avviso prevedibilissimi) che potrebbero capitare al privato, che finiranno col ricadere sulla collettività. E, ma è solo un esempio, per mezzo secolo non si potrà togliere dal traforo nemmeno un´auto e quindi non si potrà più costruire nelle vicinanze nemmeno una pista ciclabile», elenca Sperotto.<br />
Anziché in questo «buco nero, i soldi potrebbero rifinanziare centinaia di progetti», sostiene il comitato, che su Facebook ha dato vita a uno spazio in cui i cittadini scrivono come vorrebbero impiegare le risorse del traforo. Ed ecco che, conti alla mano, con «500 metri di collegamento si potrebbe provvedere alla manutenzione ordinaria delle strade per 5 anni», «con mille metri si potrebbe fare l´adeguamento sismico degli edifici pubblici».I.N. </span></p>
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		<title>Caso Mantovani, tornano liberi Minutillo, Colombelli e Buson</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:05:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[le Imprese del Traforo]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Tre delle quattro persone arrestate in febbraio lasciano i domiciliari. Resta in carcere Piergiorgio Baita VENEZIA - Sono tornate in libertà tre delle quattro persone arrestate il 28 febbraio scorso nell&#8217; ambito dell&#8217;inchiesta su una presunta frode fiscale operata da alcune aziende del gruppo Mantovani. Come si apprende in ambienti giudiziari, hanno potuto lasciare gli [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/caso-mantovani-tornano-liberi-minutillo-colombelli-e-buson/">Caso Mantovani, tornano liberi Minutillo, Colombelli e Buson</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-size: 18.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
          New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Tre delle quattro persone arrestate in febbraio lasciano i domiciliari. Resta in carcere Piergiorgio Baita</span></b></p>
<p><b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
          Roman'; mso-fareast-language: IT;">VENEZIA -</span></b><span style="font-size: 12.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> Sono tornate in libertà tre delle quattro persone arrestate il 28 febbraio scorso nell&#8217; ambito dell&#8217;inchiesta su una presunta frode fiscale operata da alcune aziende del gruppo Mantovani. Come si apprende in ambienti giudiziari, hanno potuto lasciare gli arresti domiciliari il broker di San Marino William Colombelli, il direttore commerciale della Mantovani Nicolò Buson, e Claudia Minutillo, di Adria Infrastrutture. Rimane in carcere invece l&#8217;ad della Mantovani Piergiorgio Baita. (Ansa)</span></p>
<p>http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2013/15-maggio-2013/caso-mantovani-tornano-liberi-minutillo-colombelli-buson-2121154291735.shtml</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/caso-mantovani-tornano-liberi-minutillo-colombelli-e-buson/">Caso Mantovani, tornano liberi Minutillo, Colombelli e Buson</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ricostruzione L&#8217;Aquila: tra incertezze e perplessità arriva l&#8217;Astaldi S.P.A.</title>
		<link>http://www.traforo.it/ricostruzione-laquila-tra-incertezze-e-perplessita-arriva-lastaldi-s-p-a/</link>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 21:03:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[le Imprese del Traforo]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>di Rocco Zaffino Responsabile Categoria: Serena Casu &#160;   &#160; L’AQUILA, 15 MAGGIO 2013 – Dopo tante richieste da parte dell’Aquila, per procedere alla ricostruzione della città, a causa dei danni subiti dal terremoto di quattro anni fa, giunge una delle più grande imprese di costruzioni nazionali, la Astaldi Spa, secondo gruppo italiano dopo Impregilo, [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/ricostruzione-laquila-tra-incertezze-e-perplessita-arriva-lastaldi-s-p-a/">Ricostruzione L&#8217;Aquila: tra incertezze e perplessità arriva l&#8217;Astaldi S.P.A.</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;">di <a href="http://www.infooggi.it/autore/245/rocco-zaffino/">Rocco Zaffino</a> </span></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;">Responsabile Categoria: Serena Casu </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
          New Roman'; mso-fareast-language: IT;">L’AQUILA, 15 MAGGIO 2013 –</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> Dopo tante richieste da parte dell’Aquila, per procedere alla ricostruzione della città, a causa dei danni subiti dal terremoto di quattro anni fa, giunge una delle più grande imprese di costruzioni nazionali, la Astaldi Spa, secondo gruppo italiano dopo Impregilo, con a capo a migliaia di dipendenti e un fatturato di ben oltre 1 miliardo di euro.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Ciò che dovrebbe, però, essere un momento di gioia per l’intera regione abruzzese sembra invece non esserlo.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La preoccupazione degli abruzzesi è dovuta al fatto che un cantiere di così grande portata, in quanto considerato uno dei più grandi in Europa, potrebbe essere un’ambita preda per le organizzazioni mafiose.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Da quanto appreso la Astaldi Spa avrebbe rilevato parte dei contratti della Mazzi Spa di Verona, un’azienda che dall’Aquila aveva avuto oltre 100 milioni di commesse per la ricostruzione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La Mazzi, infatti, per la sua situazione debitoria è in concordato fallimentare con i dipendenti, 50 dei quali al momento sono in cassa integrazione.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Quattro, invece, sono i cantieri bloccati.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">La conseguenza di tale dispiacevole situazione è che tanti proprietari e fornitori non pagati rischiano il fallimento.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Dalle notizie apprese l’ Astaldi S.p.A. avrebbe destato non poche perplessità per aver affittato il ramo di azienda, con una società a responsabilità limitata, la Astaldi Edifica (con un capitale sociale di 10 mila euro) piuttosto che procedere al suo acquisto; per alcuni ciò si tratterebbe <b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="color: #7030a0;">non di un salvataggio a vantaggio dell’azienda veronese ma di un tentativo di ritardare la morte della stessa</span></b>.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; text-align: justify; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times<br />
        New Roman'; mso-fareast-language: IT;">I dirigenti della neonata società avrebbero avviato contatti per subentrare nei contratti della Mazzi scontrandosi con il riserbo dei presidenti di consorzi e molti di molti condomini. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/ricostruzione-laquila-tra-incertezze-e-perplessita-arriva-lastaldi-s-p-a/">Ricostruzione L&#8217;Aquila: tra incertezze e perplessità arriva l&#8217;Astaldi S.P.A.</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>INCHIESTA MANTOVANI  Baita, dalle pietre del Mose spunta il filone canadese</title>
		<link>http://www.traforo.it/inchiesta-mantovani-baita-dalle-pietre-del-mose-spunta-il-filone-canadese/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:37:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[le Imprese del Traforo]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Un «giro» da trenta milioni. Perquisito l’ufficio del nuovo presidente Damiano &#160; PADOVA —Affaire Mantovani: a due mesi e mezzo dagli arresti che hanno alzato il velo sui presunti fondi neri legati a Gianfranco Baita, ex ad della Mantovani costruzioni e «re» delle grandi opere in carcere dal 27 febbraio scorso, le indagini vanno avanti. [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/inchiesta-mantovani-baita-dalle-pietre-del-mose-spunta-il-filone-canadese/">INCHIESTA MANTOVANI  Baita, dalle pietre del Mose spunta il filone canadese</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><b><span style="font-size: 18.0pt; mso-bidi-font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Un «giro» da trenta milioni. Perquisito l’ufficio del nuovo presidente Damiano</span></b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
          Roman'; mso-fareast-language: IT;">PADOVA —</span></b><i><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;">Affaire</span></i><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> Mantovani: a due mesi e mezzo dagli arresti che hanno alzato il velo sui presunti fondi neri legati a Gianfranco Baita, ex ad della Mantovani costruzioni e «re» delle grandi opere in carcere dal 27 febbraio scorso, le indagini vanno avanti. I finanzieri di Padova si stanno infatti concentrando sui rivoli (si fa per dire, visto che si tratta di fatture da 30 milioni di euro) che riguardano la realizzazione del Mose di Venezia. In particolare, gli investigatori hanno messo sotto la lente l’acquisto delle pietre utilizzate per la protezione delle bocche di porto in laguna. Pietre che arrivano dalla Croazia ma che sarebbero state pagate, con fatture da 30 milioni di euro, a una società con sede in Canada. Per approfondire elementi parziali che sono già in mano alla procura veneziana, le Fiamme gialle di Padova si sono nuovamente presentate il 23 aprile scorso alla Mantovani, con in mano un ordine di perquisizione emesso della procura anche nell’ufficio di Carmine Damiano, ex dirigente di polizia (è stato questore di Treviso) e neopresidente della società dal 15 marzo scorso. L’obiettivo era raccogliere quanto più materiale possibile che consenta di disegnare il «percorso» se non delle pietre, che venivano portate con le navi dalla Croazia a Venezia, quantomeno dei soldi usati per pagarle, che a dispetto della vicinanza tra la costa veneziana e quella slava sembrano aver fatto mezzo giro del mondo. È ancora tutto da chiarire, secondo gli investigatori, il motivo per cui i sassi croati siano stati acquistati attraverso fatture emesse a una società canadese.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
          Roman'; mso-fareast-language: IT;">Per questo</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"> è stato necessario acquisire nuova documentazione relativa al filone parallelo del Canada, per ricostruire la genesi dei trasferimenti di 30 milioni di euro (avvenuti nell’arco di dieci anni, si intende): di qui la necessità di un nuovo sopralluogo alla società di via Belgio a Padova. Quando si sono presentati davanti al nuovo presidente di Mantovani, Damiano, i finanzieri hanno esibito l’ordine di perquisizione e hanno trovato la piena disponibilità da parte dell’ex questore. Le fatture «canadesi» di cui i militari vanno a caccia fanno riferimento al sistema Mose e in particolare all’acquisto delle pietre che servono a costruire barriere di protezione per il passaggio delle navi alle bocche di porto. Si tratta di lavori aggiunti in corso d’opera, le cosiddette «lunate»: barriere curve che dovrebbero assorbire le onde e proteggere, in caso di maltempo, le imbarcazioni in entrata in laguna. Inoltre, sempre in corso d’opera, si sono ritenuti necessari nuovi acquisti di queste pietre trovate in Croazia, lavorate e particolarmente adeguate agli studi di resistenza in relazione alla permanenza nell’acqua tra la laguna e il mare.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
          Roman'; mso-fareast-language: IT;">Che ci fossero</span></b><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;"> le navi pagate da Mantovani che attraversavano l&#8217;Adriatico portando questi sassi non è un segreto. E veniva dato per scontato che questo materiale venisse pagato alla società croata che lo produce. Gli investigatori hanno invece notato con sorpresa cospicui spostamenti di danaro giustificati come pagamento di sassi, ma trasferiti a una sola società in Canada. L’ipotesi accusatoria potrebbe intravedere una nuova società «cartiera» in Canada, sullo stile e stampo di quella scoperta a San Marino. Se così fosse, emergerebbe l’ipotesi di più canali di approvvigionamento dell’indagato Piergiorgio Baita (ancora in carcere a Belluno) in merito a quei presunti fondi neri che sono emersi nella prima parte dell’inchiesta. Soldi pagati alla Bmc, società sanmarinese, a fronte di false fatture, e poi ritirati in contanti per una quota pari all’80% sul totale versato da Claudia Minutillo e William Colombelli (entrambi arrestati e ora ai domiciliari, come pure il fido collaboratore di Baita Niccolò Buson). I soldi in contanti erano ordinati dallo stesso Baita, come ha ammesso in sede di interrogatorio Claudia Minutillo, ex assistente di Giancarlo Galan poi entrata in affari con il manager Mantovani. Ciò che ancora non si conosce è la destinazione di quei soldi: una cifra pari a circa 10 milioni di euro. La quota potrebbe alzarsi di molto, però, se la pista dei sassi «canadesi » seguita dal Nucleo tributario di Padova rivelasse delle similitudini con quella di San Marino. </span></p>
<p><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;">Roberta Polese</span></p>
<p><b style="mso-bidi-font-weight: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New Roman'; mso-fareast-language: IT;"><a class="moz-txt-link-freetext" href="http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2013/13-maggio-2013/baita-pietre-mose-spunta-filone-canadese-2121108410313.shtml">http://corrieredelveneto.corriere.it/padova/notizie/cronaca/2013/13-maggio-2013/baita-pietre-mose-spunta-filone-canadese-2121108410313.shtml</a></span></b></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/inchiesta-mantovani-baita-dalle-pietre-del-mose-spunta-il-filone-canadese/">INCHIESTA MANTOVANI  Baita, dalle pietre del Mose spunta il filone canadese</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>TRAFORO DELLE TORRICELLE. Ieri sera un´assemblea pubblica per affrontare la questione</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:35:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Il comitato: «Tav e Passante Nord s´intersecano, si usi il buon senso» Tutti i nodi vengono al pettine, secondo Alberto Sperotto, presidente del Comitato dei cittadini contro il traforo delle Torricelle. Nodi che però sarebbero «imprevisti prevedibili» che erano «attesi per far schizzare i costidell´opera». Ieri sera, nella chiesa di Maria Ausiliatrice (a Ponte Crencano) [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/traforo-delle-torricelle-ieri-sera-un%c2%b4assemblea-pubblica-per-affrontare-la-questione/">TRAFORO DELLE TORRICELLE. Ieri sera un´assemblea pubblica per affrontare la questione</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal; mso-outline-level: 1;"><b></b><b><span style="font-size: 20.0pt; mso-bidi-font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
          Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
          Roman'; mso-font-kerning: 18.0pt; mso-fareast-language: IT;">Il comitato: «Tav e Passante Nord<br />
s´intersecano, si usi il buon senso»</span></b></p>
<p class="MsoNormal" style="margin-bottom: .0001pt; line-height: normal;">
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;">Tutti i nodi vengono al pettine, secondo Alberto Sperotto, presidente del Comitato dei cittadini contro il traforo delle Torricelle. Nodi che però sarebbero «imprevisti prevedibili» che erano «attesi per far schizzare i costidell´opera».<br />
Ieri sera, nella chiesa di Maria Ausiliatrice (a Ponte Crencano) il Comitato ha organizzato un partecipato incontro per parlare delle problematiche che potrebbero sorgere dalla congiunzione tra il progetto della Tav e quello del traforo. «Il progetto attuale del passante nord prevede il passaggio interrato sotto la ferrovia esistente a Boscomantico, nel Parco dell´Adige Nord», spiega Sperotto. «Di conseguenza, se la ferrovia e la Tav verranno interrati dopo la realizzazione del Passante, il Passante probabilmente in quel tratto dovrà essere chiuso per un certo periodo e dovrà essere ricostruito successivamente per transitare in superficie».<br />
Secondo il presidente del comitato, «il buon senso direbbe, prima di realizzare il Passante, di attendere l´interramento della vecchia linea che (come prevede il progetto) dovrebbe precedere quello della realizzazione della galleria del Tav». Ma aggiunge: «Ma si sa, di buonsenso non c´è traccia dietro al Passante e siamo in Italia, non in un Paese del nord, e i costruttori non vedono l´ora di avere l´occasione milionaria per aumentare i loro guadagni grazie agli imprevisti prevedibili».<br />
Sperotto continua: «Nel frattempo, alla faccia della trasparenza, un´altra richiesta d´accesso agli atti è stata negata al comitato con risposta tardiva che ha superato, come ormai di consuetudine, i 30 giorni entro i quali l´amministrazione dovrebbe rispondere».<br />
E conclude. «Si tratta dell´opera più stupida mai concepita nella nostra città e siamo pronti a svelare inquietanti misteri contenuti nei documenti che siamo riusciti a visionare». </span></p>
<p class="MsoNormal" style="mso-margin-top-alt: auto; mso-margin-bottom-alt: auto; line-height: normal;"><span style="font-size: 14.0pt; font-family: 'Times New<br />
        Roman','serif'; mso-fareast-font-family: 'Times New<br />
        Roman'; mso-fareast-language: IT;"> </span></p>
<p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/traforo-delle-torricelle-ieri-sera-un%c2%b4assemblea-pubblica-per-affrontare-la-questione/">TRAFORO DELLE TORRICELLE. Ieri sera un´assemblea pubblica per affrontare la questione</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L’indagine punta su Svizzera e Canada</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 21:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>isabella dilavello</dc:creator>
				<category><![CDATA[le Imprese del Traforo]]></category>
		<category><![CDATA[Rassegna stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[<p>Nuove perquisizioni, sotto la lente transazioni per l’acquisto oltre frontiera di materie prime e servizi VENEZIA. Il Canada e la Svizzera. È internazionale la nuova frontiera delle indagini della Procura di Venezia, nell’inchiesta che vede ancora in carcere l’ex presidente del colosso edile Mantovani Piergiorgio Baita, accusato &#8211; con altri complici ora agli arresti domiciliari [...]</p><p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/lindagine-punta-su-svizzera-e-canada/">L’indagine punta su Svizzera e Canada</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Nuove perquisizioni, sotto la lente transazioni per l’acquisto oltre frontiera di materie prime e servizi</strong></p>
<p>VENEZIA. Il Canada e la Svizzera. È internazionale la nuova frontiera delle indagini della Procura di Venezia, nell’inchiesta che vede ancora in carcere l’ex presidente del colosso edile Mantovani Piergiorgio Baita, accusato &#8211; con altri complici ora agli arresti domiciliari &#8211; di aver orchestrato un sistema di cartiere, alle quali attribuire false fatturazioni per milioni di euro per servizi mai eseguiti e costituire così fondi neri ed evadere il fisco. Spulciando tra le migliaia di fatture sequestrate negli uffici della Mantovani &#8211; e che hanno permesso di scoprire nuove cartiere &#8211; i finanzieri del Nucleo tributario si sono imbattuti anche in fatture emesse da una società svizzera (per alcuni servizi intestati alla Mantovani) e da una canadese, sulle quali ora sono stati accesi i riflettori dell’indagine.</p>
<p>La società canadese ha ricevuto da Mantovani i pagamenti per 20 milioni di euro in 10 anni, per l’acquisto della pietra per la realizzazione dei fondali del Mose. Pietra comprata in Croazia dall’impresa maggiore azionista del Consorzio Venezia Nuova &#8211; concessionario dello Stato per le opere di salvaguardia della laguna &#8211; ma pagata a una società con sede legale in Canada: perché andare incontro ad un sovrapprezzo del 10-20% per l’intermediazione, invece di saldare direttamente le cave croate, si sono domandati i finanzieri, coordinati dai pm Ancillotto e Buccini? Il sospetto degli investigatori &#8211; da verificare &#8211; è che si tratti di un altro modo per creare fondi neri all’estero: in questo caso i beni sarebbero reali (migliaia di tonnellate di pietre), ma pagati con un sovrapprezzo all’azienda canadese, per creare un fondo. Circa un milione all’anno, per 4-5 anni: un sospetto, per ora, che ha portato il 24 aprile i finanzieri del Nucleo tributario padovano a una nuova perquisizione durata 12 ore alla sede della Mantovani, per acquisire dati relativi all’acquisto dei “<i>masegni”</i>. Per rogatoria, la Procura ha chiesto alle autorità canadesi notizie circa la titolarità della società verificare se sia o meno riconducibile alle cave o alla Mantovani stessa. Un altro filone degli accertamenti ha invece preso la via della Svizzera, in questo caso per fatturazioni relative a servizi pagate a una società elvetica: anche in questo caso, il sospetto (da appurare) è che si tratti di un modo per creare un fondo all’estero. Se Baita è in carcere e potrà restarvi per parecchio altro tempo &#8211; in quanto accusato di essere a capo dell’associazione &#8211; a fine maggio scadranno i termini di custodia per altri protagonisti dell’indagine: William Colombelli, Claudia Minutillo e l’ex direttore di Mantovani Sergio Buson, agli arresti domiciliari perché hanno dato il loro contributo all’inchiesta. Potrebbero tornare liberi o il pm Ancillotto potrebbe chiudere l’inchiesta e chiedere nei prossimi giorni il processo con rito immediato. <i>(r.d.r. &#8211; e.f.)</i></p>
<p>http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2013/05/14/news/l-indagine-punta-su-svizzera-e-canada-1.7062820</p>
<p>L'articolo <a href="http://www.traforo.it/lindagine-punta-su-svizzera-e-canada/">L’indagine punta su Svizzera e Canada</a> sembra essere il primo su <a href="http://www.traforo.it">Traforo delle Torricelle di Verona | No alla nuova autostrada in città</a>.</p>]]></content:encoded>
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