Traforo: caramba, è il turno degli spagnoli. Olè! - Traforo di Verona
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Traforo: caramba, è il turno degli spagnoli. Olè!

Traforo: caramba, è il turno degli spagnoli. Olè!

Prima la Mantovani, poi una fantomatica impresa cinese, adesso gli spagnoli. La bufala questa volta è ben congegnata, ma non è altro che un altro tentativo per tirare avanti di mese in mese, senza dichiarare ufficialmente il fallimento del progetto prima delle elezioni.

Ma il progetto-traforo della Giunta Tosi è già fallito per due ragioni:
1) Come i funzionari comunali hanno chiaramente scrtto, l’evidente inadempienza del promotore comporta la necessità di chiudere la procedura e di incassare la fideiussione. Ulteriori ritardi in questi adempimenti, che per il Comune sono obbligatori, comporteranno responsabilità contabili e giuridiche.
2) Gli ormai ‘mitici’ 53 milioni, anche se davvero dovessero diventare disponibili, non cambierebbero le cose. Nessun finanziamento pubblico era infatti previsto nel progetto originario. Pertanto, non potrebbero essere usati per alleggerire il peso finanziario dell’opera, ma solo per ridurre i pedaggi o aumentare le compensazioni. Il traforo pertanto resta economicamente insostenibile, oltre che per i veronesi, anche per gli spagnoli che se ne accorgeranno appena leggeranno tutti i documenti.

E, in aggiunta, sulla strada dell’ingresso della spagnola Abertis potrebbe esserci un conflitto d’interesse grande come una casa: Abertis, come concessionario, si troverebbe a girare un finanziamento pubblico di 53 mln a sé stesso. Se la memoria non ci inganna, fu per una obiezione simile che alla A4 non fu possibile entrare nella compagine Technital. L’autostrada si sarebbe trovata nella stessa situazione odierna di Abertis e non avrebbe potuto girare a sé stessa il finanziamento previsto.

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