Traforo e 6° circoscrizione
Quali saranno i benefici che porterà, se realizzato, il passante nord con annesso traforo delle Torricelle per la 6 circoscrizione?
Per ragionare su questo tema occorre capire quale l’impatto ambientale che si verrà a determinare in questo inizio (o fine) percorso una volta fosse realizzata l’opera e cosa cambierà sull’attuale transito di automezzi nel tratto che da Grezzana e da Borgo Venezia ci porta all’ingresso del traforo.
E noto a tutti che il traforo delle Torricelle avrà il suo inizio, o la sua fine, all’altezza del borgo di Poiano dove termina la tangenziale est. Da lì inizia il percorso che per 4,5 Km si svolgerà in galleria, parte naturale e parte artificiale.
Svincolo di Via Fincato: un ottovolante nel bel mezzo della valle
Nella relazione illustrativa del progetto di Technital si trova scritto: “Procedendo verso nord-ovest si interseca la S.P. n. 6 della Valpantena, prevedendo il primo svincolo del percorso: si tratta di una intersezione a livelli sfalsati, che permette il collegamento su tutte le direttrici interessate e, mediante opportune manovre di scambio, consente di contenere gli ingombri in una stretta fascia parallela al corridoio della tangenziale.
Come prima considerazione, e come si può vedere dal disegna, l’allargamento dell’attuale sedime della tangenziale est non è modesto e non risulta nemmeno facilmente comprensibile, per chi giunge lungo l’asse nord-sud di via Fincato, quale sia il percorso per immettersi nella galleria. Così come, per effetto speculare, non è chiaro il percorso per chi è in uscita dal traforo e vorrà inserirsi nella via Fincato.
Ma proviamo ad approfondire un po’ questa proposta.
Lo svincolo di Via Fincato-Poiano utilizza la sede dell’attuale Tangenziale Est
Un ottovolante al centro della valle
Lo svincolo di via Poiano presenta una conformazione cosiddetta “a laccio”. La soluzione in progetto è decisamente insolita ed è palesemente determinata più da esigenze tecniche di spazio che da scelte di funzionalità. Sostanzialmente si tratta di un cavalcavia lungo 450 metri circa che, assumendo il profilo di un ottovolante, partendo da Via Fincato si protende lungo l’attuale tangenziale e, nei pressi del progno, scavalca la tangenziale ritornando indietro fino a Via Fincato-Via Valpantena consentendo anche l’ingresso in galleria. Se si considera che l’attuale tangenziale, scavalcando il progno e le strade secondarie, corre già a più di 5 metri di altezza dal piano campagna, bisogna concludere che l’ottovolante dovrebbe farci salire fino ad almeno 10 metri di altezza (come un condominio di tre piani, tetto compreso) con un micidiale impatto sul paesaggio. Purtroppo non sono state elaborate rappresentazioni grafiche dello svincolo in sezione verticale (e forse dovremmo chiederci il perché!) ma l’immaginazione non ci manca.
Aggiungiamo che ai piedi della collina è prevista la palazzina dei servizi (nel disegno contrassegnata dal colore verde lungo il perimetro), e che lì accanto è previsto dal Piano degli Interventi aggraviamo la realizzazione di un condominio (ci domandiamo chi compererà quegli appartamenti, se appartamenti hanno da essere) e ci accorgeremo che la zona è sistemata a dovere.
Funzionalità e sicurezza
L’ottovolante viene percorso per entrare in galleria provenendo da Via Fincato: si scende verso Est, si sale sul cavalcavia, si torna indietro fino all’imbocco del tunnel (situato all’altezza di Via Fincato). Più o meno lo stesso percorso lo si fa uscendo dal Traforo per rientrare in città o dirigersi verso Grezzana.
Vista la complessità di questa soluzione, sarebbe più che opportuno uno studio specifico per valutare la capacità di assorbimento del traffico di questo svincolo che rischia di costituire (magari solo in talune situazioni), un pericolosissimo tappo proprio all’uscita del traforo. Non può peraltro non suscitare preoccupazione la scarsa distanza tra le varie interferenze dei tracciati che richiedono pronti cambi di corsia con auto che sono ancora in fase di immissione e auto che sfrecciano a forte velocità
Nel progetto qui proposto, a percorrere il lungo cavalcavia sono anche le auto provenienti da Grezzana. L’ultima delibera di Giunta, tuttavia, prevede in questo caso un accesso diretto alla galleria da realizzarsi con l’utilizzo di parte del famigerato
contributo di 53 milioni della Serenissima (se arriverà effettivamente). Nel documento allegato al bando gara sopra ricordato (Relazione illustrativa) si parla come data di previsione ancora del 2035, ma ricordiamo che questi tempi sono dettati da un cronoprogramma poco credibile.
Traffico
E cosa succederà nei quartieri a ridosso dell’ingresso al traforo? Evidentemente i borghi di Stallavena, Marzana e Grazzana non avranno nessun beneficio. E Borgo Venezia? Rifacendosi allo studio Sisplan per l’aggiornamento del Piano Generale del Traffico Urbano, di cui si è potuto avere parte della documentazione (e sarebbe molto interessante poter avere lo studio completo) possiamo notare immediatamente le grosse criticità a cui il quartiere di Borgo Venezia viene sottoposto. Nel grafico che segue abbiamo riportato, solo per una piccola zona, le previsioni dei volumi di traffico nelle strade del quartiere dedotte dallo studio sopra menzionato. In rosso i tratti che subiranno un peggioramento (un aumento) dei volumi di traffico ed in verde quelli che miglioreranno. Grigi quelli che sostanzialmente non mutano la loro condizione.
Strade come via Alfredo Catalani, via Giovan Matteo Asola, via Villa Cozza e via Valentino Alberti sono pressoché sommerse di auto.
Evidentemente, tutto il traffico che oggi proviene dalla zona est (S. Martino e S. Michele) e parte di quello proveniente da sud che vuole dirigersi vero la Valpolicella, l’ospedale o in centro, dovrà transitare per Borgo Venezia per giungere all’ingresso del traforo delle Torricelle. Questo facendo l’ipotesi (la condizione peggiorativa come insegna l’Isituto Superiore di Sanità) che sia istituita una vasta zona ZTL tra Porta Vescovo e l’ospedale di Borgo Trento. Ma se così non è, tutto rimane come ora. Perché si dovrebbero fare più chilometri e spendere soldi (pagare il pedaggio, il parcheggio scambiatore e l’autobus) per avere condizioni peggiori, o al massimo corrispondenti, alla situazione attuale? Infatti il traforo porterà la gente, cioè le macchine, nei pressi di Parona. E da lì la gente, cioè le macchine, cosa decideranno di fare se lo scopo è andare in centro, raggiungere l’ospedale, portare il figlio a scuola o
andare a lavorare in città?
Ma è ragionevole pensare di spendere un miliardo di euro per avere come risultato un peggioramento di queste proporzioni in un
quartiere popoloso come Borgo Venezia (e non è l’unico)?
Peggiorerà l’aria e la vivibilità del quartiere, già pessima. Diminuiranno i valori delle case, mentre aumenteranno, causa polveri sottili, le malattie respiratorie.
Un miliardo per far star meglio qualche macchina e peggio molti cittadini! E’ questo il progresso?




















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