«Nessuno potrà cambiare i risultati del sondaggio»
Il testo del contratto solleva dubbi nel Pd, la Swg chiarisce
Dopo la consegna delle novemila firme per chiedere un referendum sul traforo delle Torricelle, non si placano le polemiche sulla scelta di Palazzo Barbieri di commissionare un sondaggio, che costerà 19mila euro più Iva, alla società Swg. L’istituto, che dal 2003 lavora per il Comune, intervisterà telefonicamente 1.400 veronesi. Un campione molto alto, assicurano alla Swg, che sottolineano come a livello nazionale, sulle intenzioni di voto, il campione sia di mille intervistati. Per Emanuele Amaini, coordinatore cittadino del Pd, tuttavia, «è assurdo spendere decine di migliaia di euro dei veronesi per far dire a una ditta di sondaggi quello che solo il sindaco vuole che si dica».
Alla Swg però dicono che la «polemica sul sondaggio presuppone che la società incaricata sia disposta a modificare i risultati che rileverà sulla base di pressioni di qualcuno». E fornendo precisazioni sull’articolo 8 del contratto con il Comune, che da parte dei non addetti ai lavori si presta ad interpretazioni che mettono in dubbio la terzietà del sondaggio – e che recita: «I risultati, anche parziali, del servizio espletato sono di esclusiva proprietà del committente il quale potrà a sua insindacabile scelta e giudizio, darne o meno esecuzione, come anche introdurvi nel modo e con i mezzi che riterrà più opportuni, tutte le variazioni e aggiunte che a suo insindacabile giudizio saranno ritenute necessarie, senza che da parte del fornitore possano essere sollevate eccezioni o richiesti compensi di sorta» – i responsabili dell’istituto assicurano: «Non cambieremo di una virgola i risultati e i loro contenuti non saranno sindacabili». E, a tutela della loro professionalità, avvertono: «Quereleremo chiunque metta in dubbio, anche solo velatamente, la correttezza del nostro lavoro». La Swg assicura che l’articolo fa riferimento alla possibilità per il committente di chiedere che si affrontino temi diversi o collaterali al mero giudizio sul traforo e che i dati raccolti rimarranno di proprietà del Comune.


















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