Nuovo pool di esperti? Il Comune fa muro
S’infiamma il dibattito sui rischi di inquinamento dell’aria. Il Comune fa muro. Tosi: «La commissione c’è già ». I promotori: «Ma dirà la diagnosi, non la cura». Corsi: «Si va avanti»
Una commissione di esperti per valutare l’eventuale impatto ambientale del passante con traforo della Torricelle? Il nodo resta. Per il Comune chiedere ai veronesi se sono favorevoli o meno a crearne una «è un’assurdità ». Lo spiega in una nota il sindaco Flavio Tosi, protagonista di un duro scontro con il presidente del Tribunale Gianfranco Gilardi sull’ordinanza da questi emessa sul referendum. «È totalmente inutile», precisa, «far spendere al Comune quasi un milione per far approvare dai cittadini la richiesta di istituire una commissione scientifica che valuti gli eventuali danni alla salute, quando questa richiesta è già stata accolta. La commissione di esperti indicati dall’Istituto superiore della sanità è già stata istituita ed è anche già al lavoro».
È quanto viene ricordato anche nel verbale consegnato al comitato Cittadini per il referendum, che ha depositato ieri dal segretario generale del Comune Francesco Marchi le firme raccolte per indire la consultazione. Nel testo si precisa che il 23 giugno è stato notificato al portavoce del comitato Carlo Trentini il parere del Collegio dei Garanti del 18 giugno secondo cui, con delibera di Giunta del 28 maggio 2010, il Comune ha già accolto la proposta dei promotori.
Per Cittadini per il referendum, invece, la commissione è necessaria (per istituirla non si dovrebbe spendere più dello 0,03 per cento dell’opera) perché quella già all’opera non soddisfa le loro richieste. «Il Collegio dei Garanti avrebbe dovuto almeno chiederci se la commissione già formata esaudisce le nostre richieste», spiega Trentini con Massimo Girelli, «e in ogni caso la convenzione sulla commissione individua un programma di studio per capire le possibili conseguenze per la salute, ma non per come ridurle. Si parla di individuare i rischi durante il cantiere», continua il comitato, «e di predisporre, costruito il passante, uno studio di fattibilità per monitorare l’inquinamento. Insomma: la diagnosi, non la cura. Il referendum, quindi, ha ancora un senso. Vedremo che cosa diranno i Garanti: se confermeranno il parere o lo riconsidereranno alla luce di quanto già detto dai giudici del tribunale, secondo cui il quesito è legittimo».
L’assessore alle infrastrutture Enrico Corsi, comunque, non ha dubbi: «Il comitato fa la sua battaglia, noi la nostra», dice al telefono. «Per me la richiesta del referendum non è legittima. Comunque, aspettiamo il parere del Collegio dei Garanti».E.G.
L’Arena


















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