Project Financing

giu 25, 2012

Project Financing

Carissimi capigruppo di opposizione,

Il sempre maggior ricorso, da parte dell’Amministrazione Comunale, alla pratica del project financing per la realizzazione di opere pubbliche sta evidenziando criticità. La mancanza di specifiche competenze e di idonee capacità all’interno delle strutture delle Amministrazioni pubbliche, necessarie per la gestione e  valutazione delle proposte, espone la collettività tutta a rischi non sufficientemente ponderati.

Per questa ragione, crediamo importante condividere questa richiesta di chiarimenti da rivolgere all’Amministrazione del Comune di Verona. Come semplici cittadini o comitati non abbiamo sufficiente forza o strumenti per chiamare l’Amministrazione ad essere trasparente su questi argomenti e dare risposte chiare alla collettività, ma la vostra presenza in Consiglio può superare questo muro.

Dal giornale L’Arena del 14 giugno 2012, la notizia della definitiva soluzione del problema infinito di piazza Corrubio, di cui l’ultimo atto conosciuto è la ferma dei lavori per fallimento di una delle società appaltanti. La fonte citata riporta che: “Abbiamo lavorato insieme con la ditta Rettondini e la BNL per definire un’intesa che finalmente è stata raggiunta. Ora i finanziamenti verranno sbloccati e i lavori potranno riprendere a breve, senza più interruzioni. Il programma condiviso da ditta e banca dovrebbe infatti essere sufficiente a coprire i lavori fino alla fine”.

In base a questa dichiarazione, dell’assessore E. Corsi, ricaviamo alcune note su cui vorremmo chiarezza:

  1. Non è stato sufficiente che la ditta Rettondini parlasse con il management della banca per avere sbloccati i finanziamenti, ed è dovuto intervenire il Comune che ha svolto evidentemente la funzione del mediatore.  Ciò significa che le garanzie, o le proposte della ditta Rettondini, non erano sufficienti, da sole, a sciogliere i dubbi del personale banca e quindi l’Amministrazione, in una qualche forma, ha fornito nuove garanzie aggiuntive.
  2. L’uso del condizionale “dovrebbe” (essere sufficiente) sta ad indicare che quanto concordato non da ancora la piena certezza sulla copertura totale del rischio impresa.

Ci sembra condivisibile la preoccupazione del Comune di fronte a possibili criticità sul procedere dei lavori del parcheggio di piazza Corrubio, ma ci sembra altrettanto doveroso chiedere e pretendere di essere informati sugli impegni che l’Amministrazione Comunale ha preso nei confronti della copertura del debito (finanziamento) in essere. Vorremmo quindi avere risposte alle seguenti domande:

  1. L’Amministrazione, per sbloccare la trattativa, si è impegnata ad intervenire con proprie risorse economiche per la copertura di possibili inadempimenti delle ditte appaltatrici dei lavori?
  2. Quali altre garanzie, se non quelle economiche, ha fornito l’Amministrazione all’Istituto di Credito (BNL)?
  3. L’intervento dell’Amministrazione era previsto dal contratto (convenzione)?
  4. Nel caso siano state fornite garanzie alla banca (BNL) da parte dell’Amministrazione, quali accordi sono stati previsti con la ditta Rettondini per il rientro dagli impegni assunti?
  5. Nella situazione che si è venuta a creare, da contratto erano previste penali? Sono state richieste?
  6. Nel caso che “il programma condiviso da ditta e banca” non fosse sufficiente, quali ulteriori impegni sono previsti per l’Amministrazione?

Se lo scenario, con importi ben differenti, si riproponesse con il passante nord-traforo delle tTorricelle, quali garanzie dovrebbe fornire l’Amministrazione e quali conseguenze per le tasche dei cittadini? Ci piace ricordare che tutte le risorse del Comune sono risorse che appartengono alla comunità e che il loro uso o la loro destinazione deve corrispondere ad interessi della stessa.

Cordialmente,

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