I protagonisti - Traforo di Verona
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I saggi

L’associazione cittadini per il Referendum riunisce personalità e professionisti veronesi che, dopo la prima bocciatura da parte dell’amministrazione comunale del quesito referendario, prende il testimone e con testarda determinazione ne ripropone altri tre.

Il portavoce è l’avv. Carlo Trentini, già presidente dell’ordine degli avvocati, ma l’associazione racchiude una trentina tra avvocati, medici, docenti universitari, ricercatori, giornalisti e persone del mondo della cultura.

L’impegno principale è quello di promuovere la democrazia partecipata sulle scelte di forte impatto attraverso l’istituzione del referendum e del sondaggio informato.

Sono molti i risultati ottenuti che hanno messo in seria difficoltà l’ostinata opposizione, da parte dell’Amministrazione, alla consultazione dei cittadini sul Passante Nord – Traforo delle Torricelle attraverso un percorso che ha visto l’Associazione dover ricorrere alle aule del tribunale, tra questa l’istituzione di una commissione che valuti le ripercussioni sanitarie dell’opera.

In tutti i ricorsi, i Cittadini per il Referendum hanno ottenuto sempre ragione di fronte al tribunale.

Gli espropriandi

Perché è nato un coordinamento degli espropriandi? Perché tante persone, certo interessate, hanno deciso di ritrovarsi, di discutere, di confrontarsi per capire le ragioni o i torti di un’opera così rilevante come il Passante Nord, più comunemente conosciuto come il Traforo delle Torricelle?

Nelle elezioni del 2007 il “Traforo” era una delle promesse elettorali della Lista Tosi (cinque righe del suo corposo programma elettorale) che aveva però assicurato, come scritto sui volantini distribuiti in abbondanza di copie a firma Tosi e Tosato, che sarebbe passato a nord di Avesa.

Poi, dopo soli pochi mesi dalle elezioni, a risultato ottenuto e non rispettando le promesse elettorali fatte anche a voce ai cittadini di San Rocco durante una cena conviviale, l’amministrazione Comunale ha presentato un’opera con un tracciato diverso, chiamato “anello circonvallatorio nord”. Non bastasse, abbiamo saputo dai giornali che le nostre proprietà, le nostre fonti di reddito, ci venivano espropriate: non meritavamo una migliore attenzione. 411 persone tra persone, ditte, enti, ordini religiosi erano consegnati ad un interesse comune che solo pochi avevano deciso. 1056 firme, una petizione al Sindaco, all’assessore alla mobilità, al Presidente della Regione da poco insediato non sono mai risultate cosa meritevole di ascolto.