Gli espropriandi

Perché è nato un coordinamento degli espropriandi? Perché tante persone, certo interessate, hanno deciso di ritrovarsi, di discutere, di confrontarsi per capire le ragioni o i torti di un’opera così rilevante come il Passante Nord o, più comunemente conosciuto come Traforo delle Torricelle?

Nelle elezioni comunale del 2007, il “Traforo” era una delle promesse elettorali della lista Tosi (5 righe del suo corposo programma elettorale) che aveva però assicurato,  come dai volantini distribuiti in abbondanza di copie e a firma Tosi e Tosato, che sarebbe passato a nord di Avesa.

Poi, solo dopo pochi mesi dalle elezioni, a risultato ottenuto, non rispettando le promesse fatte anche a voce a molti cittadini di San Rocco durante una cena conviviale, l’Amministrazione ha presentato un’opera con un tracciato ben diverso, chiamato anello circonvallatorio a nord.

Non bastasse, abbiamo saputo dai giornali che le nostre proprietà, la nostra fonte di reddito, ci veniva espropriata: non meritavamo una migliore attenzione. 441 tra persone, ditte, enti, ordini religiosi erano consegnati ad un interesse comune che solo pochi avevano deciso. 1056 firme, una patizione al Sindaco, all’Assessore alla mobilità, al presidente della regione da poco insediato, non sono mai risultate cosa meritevole di ascolto.

Il nuovo progetto, presentato come un dogma di fede su cui non discutere o tutti a casa, è sembrato alle persone di buon senso troppo costoso, un danno superiori agli sperati benefici. Una devastazione irrimediabile del territorio, un debito scaricato sulla cittadinanza per 45 anni, un pericolo reale per la salute degli abitanti, un esproprio di beni e di reddito per molte familie non giustificato dalla debole promessa, tutta da dimostrare, di risolvere il problema del traffico a Veronetta, dimendicando o ignorando il resto della città, lasciando irrisolto il tema della mobilità, vero problema per i cittadini.

Davanti a questa arroganza del potere è sembrato doveroso e giusto avanzare critiche, esporre dubbi, chiedere chiarimenti sui dati giustificativi dell’opera, far presente il danno arrecato al territorio, alle persone e alle attività in esso ospitato, alle pericolose ricadute sulla salute per tutta la cittadinanza, proporre alternative alla realizzazione di una autostrada che con sempre maggiore chiarezza ci sembrava pensata per risolvere problemi che poco avevano a che fare con il diritto alla mobilità dei cittadina.

Se l’attuale Amministrazione è il partito del contatto con la gente, della trasparenza, del coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica, noi non ce ne siamo accorti. Abbiamo solo capito che con la giustificazione del consenso elettorale ottenuto, si è intrapresa la strada, pericolosa, del fare inteso come “decidiamo solo noi”.

Da bravi cittadini coscienti dei loro diritti, non da sudditi obbedienti, abbiamo voluto organizzarci in comitato, impegnandoci ad informare, sensibilizzare,coinvolgere il maggior numero di persone sul tema della mobilità. Non ritenevamo equo sacrificato un bene prezioso per noi e per tutta la città, in cambio di un’opera inutile, dannosa e devastante come quella pensata e proposta dall’Amministrazione.

Abbiamo raccolto 1.056 firme di cittadini come noi preoccupati dalla realizzazione di quest’opera. La petizione (pdf 12 Kb) è stata inviata al sindaco di Verona Flavio Tosi e  all’assessore alla mabilità Enrico Corsi e chiesto un incontro al ministro dell’Agricoltura Luca Zaia e al governatore della regione vento Giancarlo Galan. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta se non una convocazione dall’Asssessore Corsi per un numero limitato di persone, gentile concessione per una chiacchierata amichevole.

Nella democrazia ci deve essere assoluto rispetto delle minoranze perché esprimono il sano principio del dubbio. Non esiste una regola che afferma che la maggioranza è nel giusto perché maggioranza, mentre la minoranza sbaglia perché minoranza.

Questo impegno prosegue e continuerà perché crediamo nelle nostre ragioni e siamo convinti che anche la cittadinanza le ha comprese.